Il petomane
Donald Trump, famoso immobiliarista, bancarottiere ed ex proprietario di diversi casinò a Las Vegas, decide di buttarsi in politica e candidarsi alla Presidenza degli Stati Uniti con l’obbiettivo di arricchirsi e far guadagnare ingenti quantità di denaro ai suoi famigliari e i suoi più stretti collaboratori. Riuscito nell’intento dopo aver mandati in crisi il Partito Repubblicano, Donald si mette subito all’opera puntando sull’uso massiccio del suo social network personale Truth e attraverso proclami sempre più infarciti di fake news e becera propaganda populista che lo rendono particolarmente apprezzato dagli ultraconservatori, dai fanatici relgiosi, dai suprematisti bianchi e dai sostenitori del movimento MAGA da lui creato. Tutto procede secondo il suo disegno fino a quando, improvvisamente, durante uno dei suoi discorsi alla nazione, dalla sua bocca cominciano ad uscire peti invece di parole. Mentre i suoi sostenitori accolgono con entusiasmo la novità, questo suo nuovo modo di parlare comincia a innescare una serie di drammatici eventi: attentati falliti, attacchi alle istituzioni, scontro con la NATO e incresciose situazioni con giornalisti suoi avversari, episodi che portano gli oppositori Dem a far circolare la voce che ciò che esce dalla sua bocca sia un continuo oltraggio alla decenza, al buon senso e alla democrazia. Questa svolta comunicativa accostata alla sua crescente instabilità mentale creano un clima insostenibile anche fuori dal paese al punto che proprio durante uno dei soliti summit internazionali il Presidente, in preda ad uno dei suoi soliti deliri di onnipotenza, si mette a “cantare” gli inni nazionali di alcuni paesi europei come Francia, Italia e Spagna suscitando l’indignazione di presidenti e rappresentanti politici stranieri, dando vita ad una serie di crisi diplomatiche e scatenando faide personali come quella con il leader spagnolo Sanchez che non esita a dargli dello scorreggione. Provato dalla situazione e incapace di affrontare le numerose situazioni di crisi nelle quali ha trascinato il mondo, la situazione diventa per lui insostenibile; il calo dei consensi sembra ormai irreversibile e il rischio di perdere le elezioni di Midterm si fa sempre più concreto. Ritiratosi nella sua tenuta di Mar a Lago Donald è ormai una pallida caricatura di se stesso, un essere in preda al consumo compulsivo di enormi quantità di cibo spazzatura, ridotto ad esibirsi per i suoi famigliari e il suo staff scoreggiando discorsi incomprensibili su una sua possibile candidatura per un quarto mandato.

















































