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mercoledì 29 luglio 2026

Vota al cinema!-Il petomane

Il petomane

Donald Trump, famoso immobiliarista, bancarottiere ed ex proprietario di diversi casinò a Las Vegas, decide di buttarsi in politica e candidarsi alla Presidenza degli Stati Uniti con l’obbiettivo di arricchirsi e far guadagnare ingenti quantità di denaro ai suoi famigliari e i suoi più stretti collaboratori. Riuscito nell’intento dopo aver mandati in crisi il Partito Repubblicano, Donald si mette subito all’opera puntando sull’uso massiccio del suo social network personale Truth e attraverso proclami sempre più infarciti di fake news e becera propaganda populista che lo rendono particolarmente apprezzato dagli ultraconservatori, dai fanatici relgiosi, dai suprematisti bianchi e dai sostenitori del movimento MAGA da lui creato. Tutto procede secondo il suo disegno fino a quando, improvvisamente, durante uno dei suoi discorsi alla nazione, dalla sua bocca cominciano ad uscire peti invece di parole. Mentre i suoi sostenitori accolgono con entusiasmo la novità, questo suo nuovo modo di parlare comincia a innescare una serie di drammatici eventi: attentati falliti, attacchi alle istituzioni, scontro con la NATO e incresciose situazioni con giornalisti suoi avversari, episodi che portano gli oppositori Dem a far circolare la voce che ciò che esce dalla sua bocca sia un continuo oltraggio alla decenza, al buon senso e alla democrazia. Questa svolta comunicativa accostata alla sua crescente instabilità mentale creano un clima insostenibile anche fuori dal paese al punto che proprio durante uno dei soliti summit internazionali il Presidente, in preda ad uno dei suoi soliti deliri di onnipotenza, si mette a “cantare” gli inni nazionali di alcuni paesi europei come Francia, Italia e Spagna suscitando l’indignazione di presidenti e rappresentanti politici stranieri, dando vita ad una serie di crisi diplomatiche e scatenando faide personali come quella con il leader spagnolo Sanchez che non esita a dargli dello scorreggione. Provato dalla situazione e incapace di affrontare le numerose situazioni di crisi nelle quali ha trascinato il mondo, la situazione diventa per lui insostenibile; il calo dei consensi sembra ormai irreversibile e il rischio di perdere le elezioni di Midterm si fa sempre più concreto. Ritiratosi nella sua tenuta di Mar a Lago Donald è ormai una pallida caricatura di se stesso, un essere in preda al consumo compulsivo di enormi quantità di cibo spazzatura, ridotto ad esibirsi per i suoi famigliari e il suo staff scoreggiando discorsi incomprensibili su una sua possibile candidatura per un quarto mandato.

 

martedì 24 marzo 2026

Processo a Carlo

Dopo "Processo a Gesù", libro che raccoglie gli articoli scritti da Carlo Nordio sul Foglio dedicati al processo più famoso sella storia, il Ministro della Giustizia si appresta a dare alle stampe la sua nuova fatica letteraria dal titolo "Processo a Carlo". Il volume, una profonda autoanalisi che nasce dal bisogno del guardasigilli di confrontarsi con se stesso dopo la cocente sconfitta subita nella recente tornata referendaria in merito alla riforma della Giustizia che portava il suo nome, sarà un viaggio all’interno di una mente contorta per capire come sia stato possibile subire una così clamorosa debacle insieme a tutta la coalizione di governo. Le sue dichiarazioni eccessivamente aggressive durante la campagna referendaria a favore della riforma? Una deriva visionaria preda di una eccessivo consumo smodato di sprirz e prosecco? O semplicemente l’inadeguatezza del personaggio a ricoprire una carica così importante? Queste le doman al centro del volume alle quali il Ministro, con una scrittura capace di restituirci il suo consueto stile oratorio pieno di contraddizioni, tenterà di dare una risposta, sperando di capire e far capire meglio al lettore perché il Ministro e il Governo si siano lanciati in questa sfida costituzionale così ambiziosa e piena di insidie. Al prezzo di un aperitivo una drammatica ricostruzione di come si è arrivati alla prima spesante sconfitta del governo Meloni. Con una prefazione di Maurizio Gasparri e la postfazione di Antonio Tajani.



 

mercoledì 10 dicembre 2025

Roberto Benigni-Cucinelli, un sogno in cachemire

Roberto Benigni-estratto dal monologo “Cucinelli, un sogno in cachemire”

Non potreste mai immaginare cosa mi sia successo mentre preparavo questo lavoro su Brunello, perché mi sono innamorato di Brunello. Completamente. E quanto mi sono affezionato a lui! Brunello non è proprio come noi. Leggendo la sua storia continuavo a pensare che non è come noi: non si arrabbia, non sbaglia, non piange, ride, gioisce e si lascia commuovere… proprio come un santo! E a lui che è stato affidato il compito più grande mai dato a un essere umano: aprire o chiudere le porte del nuovo Paradiso! E quando l’ho incontrato! Quando l’ho incontrato è stata un’emozione pazzesca! Voi non avete idea della serenità, della leggerezza… dell’alone di santità che sprigionava la Sua figura! Gli animali ci venivano incontro e lui parlava loro come… come un Santo! Oh, senza offesa, ma sembrava San Francesco, eh! Brunello! Ma vi rendete conto? Una buona parola per tutti, i cachemires donati agli indigenti che incrociava lungo il suo cammino! Non ci crederete, ma quando sono stato da Papa Leone mi ha detto che Brunello, questo è incredibile, mi ha raccontato che Brunello si è presentato davanti a lui, oh dico, davanti al Papa!  Adesso ve la racconto, perché è pazzesco! Allora, state bene a sentire, Papa Leone era nel suo salotto in Vaticano e stava guardando la partita della Roma… oh, quando il Papa guarda la Roma non dovete disturbarlo che se vi presentate così di sorpresa e si prende uno spavento e magari la Roma sta pure perdendo è roba che vi scomunica così, all’istante! Si scherza Leone! Comunque il papa e lì che si guarda la partita e senza farsi annunciare appare in sala Brunello e gli dice: “Collega, sono qui per darle qualche consiglio su come arrivare alla pace nel mondo!”. Incredibile!  Oh, ve lo dico qui che siamo tra noi, ma Zelensky gli ha già telefonato per chiedergli di mettere una buona parola con Putin e Trump! E guardate che potrebbe riuscirci davvero! Io già lo vedo camminare sulle acque dell’Oceano Atlantico che va a parlare con Donald! No, dico io, adesso… Giorgia, io lo farei venire su al Parlamento che magari ti dice due cose per mettere d’accordo Salvini e Tajani che, sapete… oh, non si sopportano per niente quei due!  Non avete visto la fatica che fa Giorgia per tenerli a bada! Si per scherzare Giorgia, ci mancherebbe…