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venerdì 30 luglio 2010
mercoledì 28 luglio 2010
martedì 27 luglio 2010
lunedì 26 luglio 2010
giovedì 22 luglio 2010
martedì 20 luglio 2010
Date a Cesare Silvio tutto ciò che è di Cesare Silvio. (Tragica farsa di AA. VV.-Ultimo Atto?)
Palazzo Grazioli, salone delle feste. Cesare Silvio, avvolto in una toga malconcia e con la testa cinta dalla corona d’alloro guarda fuori dalla finestra la città in fiamme. C’è disordine dappertutto, posteggiato su uno strapuntino Mariano Apicella sta suonando “Meglio ‘na canzone”. Cesare Silvio è visibilmente irritato.
Cesare Silvio: Incapaci! Manica di buoni a nulla! Tutti a telefonarsi tra loro e poi quando non sanno che cazzo fare si rivolgono a Cesare! E tutti a chiedersi: chi sarà mai questo Cesare?! Ma dico io, ma come gli è venuto in mente, cribbio!
Entra Bondi.
Bondi: Ave Cesare!
Cesare Silvio: Bondi… non è tempo per la poesia, lo vedi anche tu…
Bondi: Niente poesia/ messaggio urgente/ l’opposizione chiede/ dimissioni immantinente!
Consegna un messaggio a Cesare Silvio
Cesare Silvio: (inizia a leggere) Quo usque tandem, Cesare Silvio, abutere patientia nostra… tandem?! Ma quale tandem, non ce nessun tandem: ormai corro da solo! Io sono Cesare Silvio, cribbio! (continua nella lettura) Alea jacta est, Cesare Silvio, Finis terrae… eccoli che cercano di tirarlo dalla loro parte, Fini e il suo manipolo di bruti! Io li ho sdoganati, io gli ho dato il potere e adesso vogliono pugnalarmi alle spalle, cribbio!
Bondi: Altro predellino/ chiediamo con fervore/ chiamo Straquadanio/ combattivo senatore!
Cesare Silvio: Buono quello, ti rimbambisce di chiacchiere e non si riesce mai a capire dove vuole arrivare. E poi al predellino 2 ci stavo già pensando da tempo…
Bondi: Grande trovata/ bravo Cesare/ Milano ti premia / svoltiamo la serata!
Cesare Silvio: Già, la Grande Milano… allo ''statista di rara capacita’", che "conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi che compongono una società solidale fondata sull'amore, la tolleranza e il rispetto per la vita''. Roba da fare impallidire gente del calibro di Stalin, che diamine! D’ora in poi potrete chiamarmi Cesare Silvio Massimo!
Bondi: Lacrime calde/ scendono giù/ Cesare Silvio/ sei solo tu!
Il momento solenne viene interrotto dall’entrata di Capezzone.
Capezzone: Ave Cesare Silvio, i barbari sono al portone e chiedono di essere ricevuti subito.
Cesare Silvio: Era ora cribbio… chiamate subito Bonaiuti che venga a dare una ripulita!
Entra Bonaiuti.
Bonaiuti: Ave Cesare Silvio, servitori te salutant!
Cesare Silvio: Si, si, va bene! Date una sistemata che sono arrivati. E rimettete Apicella in naftalina!
Bonaiuti: Di questo pentolone di fonduta ancora bollente cosa ne facciamo?
Cesare Silvio: Vedete se c’è qualcuno che protesta giù di sotto e gettagliela sopra!
Entra Bossi con tutto il seguito dei celti padani.
Bossi: Ave Cesare, mortacci tua te salutant, ah , ah , ah!
Cesare Silvio: (tra se) Umorismo padano, tse… Ave Umberto! Capezzone di a Gasparri di occuparsi dei cavalli.
Bossi: Ma come sei ridotto? ‘Sto nuovo stalliere lo vogliamo assumere? Ah, ah, ah!
Cesare Silvio: Vallo a trovare uno come quello che avevo prima, così preciso, attento a tutto, affidabile e, soprattutto, di poche parole…
Bossi: La festa è finita a quanto pare.
Cesare Silvio: Beh, io contavo di farla durare altri tre anni, ma visto come butta la situazione…
Bossi: Con quello che costa al paese è durata pure troppo! È ora di saldare il conto…
Cesare Silvio: Tranquillo Umberto, sistemerò tutto appena riesco a domare le fiamme.
Bossi: Ghe pensi mi’, Cesare Silvio. Ti mando giù un’orda di vigili del fuoco padani e spengo tutto in quattro e quattr’otto! Sia ben chiaro, tutto questo farà aumentare i costi.
Cesare Silvio: Tranquillo, ho già pronte le nomine per il prossimo governo. Ah, un'ultima cosa, dovresti togliermi dai piedi Fini e al suo manipolo di bruti prima che arrivi marzo. Non so, ma quando penso a marzo mi sale un brivido…
Bossi: Ci puoi contare! I miei sono sempre pronti quando si tratta di menare le mani: è ora di dire basta ai proclami e passare alle vie di fatto! Capezzone, cervogia per tutti!
Capezzone: Vedo se è rimasto qualcosa che qui se so magnati tutto…
Cala il sipario… forse.
lunedì 19 luglio 2010
mercoledì 14 luglio 2010
Eravamo quattro pensionati sfigati al bar
Quattro pensionati sfigati al bar
(Dell’Utri-Carboni-Lombardi-Martino, Arr. Verdini)
Eravamo quattro pensionati sfigati al bar
che cercavano di truffare l’Italia
destinati a qualche cosa in più
che a un appalto e un comitato d’affari
si parlava nell’oscurità
di clientele e opportunità
tra una ricca cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Eravamo tre pensionati sfigati al bar
uno l’hanno arrestato ieri
si può fare molto pure in tre
mentre gli altri se ne stanno ai domiciliari
si parlava in tutta disonestà
di affari e complicità
tra una ricca cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Eravamo due pensionati sfigati al bar
uno l’han beccato ieri a Roma
i più forti però siamo noi
qui non serve mica essere in tanti
si parlava con tenacità
di clientele e opportunità
tra una mesta cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Son rimasto il solo pensionato sfigato al bar
gli altri gli hanno tutti messi al fresco
e quest’oggi poi verso le tre
son venuti quattro appena eletti
son seduti li vicino a me
con davanti due strisce di coca e due caffè
li sentivo chiacchierare
han deciso di truffare
tutta questa Italia che non va.
Eravamo quattro pensionati sfigati al bar
che volevano truffare l’Italia
e poi ci troveremo dietro le sbarre
a bere del caffè a Regina Coeli
e forse non ci incontreremo più
ognuno a rincorrere i suoi guai
e poi ci troveremo dietro le sbarre
a bere del caffè a Regina Coeli
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno a rincorrere i suoi guai
(Dell’Utri-Carboni-Lombardi-Martino, Arr. Verdini)
Eravamo quattro pensionati sfigati al bar
che cercavano di truffare l’Italia
destinati a qualche cosa in più
che a un appalto e un comitato d’affari
si parlava nell’oscurità
di clientele e opportunità
tra una ricca cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Eravamo tre pensionati sfigati al bar
uno l’hanno arrestato ieri
si può fare molto pure in tre
mentre gli altri se ne stanno ai domiciliari
si parlava in tutta disonestà
di affari e complicità
tra una ricca cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Eravamo due pensionati sfigati al bar
uno l’han beccato ieri a Roma
i più forti però siamo noi
qui non serve mica essere in tanti
si parlava con tenacità
di clientele e opportunità
tra una mesta cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Son rimasto il solo pensionato sfigato al bar
gli altri gli hanno tutti messi al fresco
e quest’oggi poi verso le tre
son venuti quattro appena eletti
son seduti li vicino a me
con davanti due strisce di coca e due caffè
li sentivo chiacchierare
han deciso di truffare
tutta questa Italia che non va.
Eravamo quattro pensionati sfigati al bar
che volevano truffare l’Italia
e poi ci troveremo dietro le sbarre
a bere del caffè a Regina Coeli
e forse non ci incontreremo più
ognuno a rincorrere i suoi guai
e poi ci troveremo dietro le sbarre
a bere del caffè a Regina Coeli
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno a rincorrere i suoi guai
lunedì 12 luglio 2010
giovedì 8 luglio 2010
mercoledì 7 luglio 2010
lunedì 5 luglio 2010
giovedì 1 luglio 2010
mercoledì 30 giugno 2010
Un uomo di cultura...
"Dell'Utri fa scandalo ed è pure condannato perché colto e raffinato: cita Dostoevskij, che molti credono sia lo stopper della Slovacchia"
Giancarlo Lehner (PDL)
martedì 29 giugno 2010
mercoledì 23 giugno 2010
martedì 22 giugno 2010
lunedì 21 giugno 2010
giovedì 17 giugno 2010
mercoledì 16 giugno 2010
L'"effetto Luttazzi"
Il noto matematico inglese Edward Lorenz, padre della teoria del caos, è conosciuto ai più anche per aver individuato il cosiddetto “effetto farfalla”. Tale effetto viene sintetizzato nel concetto che “un battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Florida”. E’ possibile applicare il suddetto “effetto” a situazioni differenti dall’originario contesto al quale si riferiva il matematico? E’ quello che il professor e Dick Short della New York University sta facendo partendo dalla spiacevole vicenda che ha visto coinvolto il noto autore satirico italiano Daniele Luttazzi accusato di aver costruito il suo repertorio saccheggiando una cospicua quantità di battute da autorevoli autori americani, accusa che lo vedrebbe addirittura colpevole di aver scippato interi monologhi ai suddetti. Lo studioso di Sociologia della Comunicazione del Dipartimento di Comicità, Umorismo e Satira applicata, ha scoperto che l’”effetto” in questione, ribattezzato per l’occasione “effetto Luttazzi”, una volta applicato alla situazione in analisi e opportunamente aggiornato agli sviluppi della vicenda, potrebbe modificarsi come segue: “una scoreggia di una farfalla su un palco di stand up comedy in America può provocare un terremoto in un medesimo palco in Italia”. Da recenti studi eseguiti sul repertorio dell’autore satirico di Santarcangelo di Romagna si è potuto dimostrare come questa teoria, sostituendo ad esempio la farfalla in questione con una più banale mosca, possa produrre effetti ancor più devastanti, come la fine della brillante carriera del noto autore satirico italiano. Una situazione drammatica che porterebbe a eventuali sviluppi anche nella teoria del caos di cui si accennava all’inizio che con le opportune modifiche potrebbe avere interessanti sviluppi. Applicando infatti la suddetta teoria alla vicenda in questione, vediamo come in un sistema complesso come quello della comicità e della satira in tutte le sue declinazioni una minima variazione nei testi dei noti stand up comedians americani, cioè dei dati di input, ha un grande impatto nel risultato finale e che in condizioni iniziali simili, l’intero sistema, pubblico compreso, può reagire in modi molto diversi: attacco violento e gogna mediatica dei fans traditi o difesa a oltranza dell’idolo intoccabile. Le ricerche vanno comunque avanti e attualmente si stanno concentrando su come gli effetti della stessa battuta cambierebbero a seconda di quale animale venga inserito nel testo per dare un effetto più comico ed efficace alla gag. Sulla base della teoria luttazziana che vede l’autore considerare il suo pubblico alla stregua di cavia da laboratorio da muovere nel suo labirinto, il professor Short ha selezionato diversi gruppi di studenti sui quali testare gli effetti della ricerca: la battuta verrà di volta in volta recitata cambiando gli animali in questione, ponendo attenzione alla gestualità di chi sottoporrà i testi alle cavie selezionate in modo da poterne studiare le reazioni e stilare così un’analisi dettagliata dell’esperimento. Lo studio verrà pubblicato in un volume dal titolo “Ops, l’ho fatto di nuovo! L’effetto Luttazzi e la teoria del plagio nella stand up comedy moderna”.
martedì 15 giugno 2010
lunedì 14 giugno 2010
giovedì 10 giugno 2010
martedì 8 giugno 2010
lunedì 7 giugno 2010
venerdì 4 giugno 2010
mercoledì 2 giugno 2010
lunedì 31 maggio 2010
giovedì 27 maggio 2010
Dietro la manovra, il complotto?
Palazzo Grazioli. Dopo l’annuncio della manovra anticrisi e in vista della sua discussione in Parlamento, il Premier telefona a Tremonti. La sua voce esprime una forte preoccupazione.
BERLUSCONI: -Pronto, Giulio?
TREMONTI: - Silvio. Qualcosa non va?
BERLUSCONI: -La battuta sulle barzellette! Proprio una bella trovata! Ma dico io, come ti è venuto in mente cribbio?
TREMONTI:-Ah, sì, quando stavo scvivendo quello che dicevi…
BERLUSCONI: -Che figura! Io vengo lì a fare la conferenza stampa, ci metto la faccia, cerco di fare capire a tutti che ci saranno sacrifici e pensi che io stia lì a raccontare barzellette?!
TREMONTI: -Non savebbe la pvima volta…
BERLUSCONI: -Ma cosa…
TREMONTI: -Shevzavo Silvio, schevzavo. Pevò, anche tu… dive che non hai un soldo in tasca, andiamo!
BERLUSONI: -Ho risposto a una provocazione, cosa dovevo fare?
TREMONTI: -Sei tvoppo teso. Hanno capito tutti che bisognevà fave dei sacvifici, abbiamo anche l’appoggio della Confindustvia e dei sindacati.
BERLUSCONI: -Con quello che dice Epifani… hai sentito che faranno lo sciopero generale?
TREMONTI: -E chi ha pavlato di Epifani? Ho contattato solo Angeletti e Bonanni e hanno già dato il consenso. Lo sai come sono fatti quelli: li inviti a cena, li tvatti bene e fivmano tutto. Quando si accovgono che c’è la fvegatuva è tvoppo tavdi eh, eh, eh!
BERLUSCONI: -Io comunque non posso stare tranquillo, come faccio? Mi sento accerchiato, vivo col sospetto che state tentando tutti di farmi fuori, di affossare il berlusconismo: i poteri forti, la Lega… tutti contro di me! Mi sveglio con l’incubo delle elezioni anticipate, con l’assillo costante del federalismo e col fantasma del governo di unità nazionale che mi tormenta. Dopo tutto quello che ho fatto per trasformare questo paese a mia immagine e somiglianza!
TREMONTI: -Stai tvanquillo, devi solo continuave sulla linea che abbiamo stabilito, insisteve che lo facciamo pev il bene di tutti. Il vigove non ha altve vagioni se non povtave il paese vevso la stabilità finanziavia e vevso un vadioso futuvo.
BERLUSCONI: -E io cosa ho detto? Punteremo alla riduzione della spesa e lotta all’evasione, sottolineando che il Governo non ha messo le mani nelle tasche degli italiani. Ho dato anche la colpa del dissesto al governo precedente, un argomento che tira sempre… ciò non toglie che sento puzza di complotto. Ricordatevi che se cado io, cadiamo tutti insieme, cribbio!
TREMONTI: -Sei diventato pavanoico, Silvio…
BERLUSCONI: -Continuo a perdere punti, lo capisci?! Gli hai visti gli ultimi sondaggi? Ho dovuto mandare avanti Gianni Letta per far accettare il messaggio al paese, figurati!
TREMONTI: -E hai fatto bene. Quando la gente lo vede con quel suo fave cavdinalizio, con i suoi modi così affabili si sente al sicuvo.
BERLUSCONI: -Ci ho pensato bene prima di farlo. Continuavo a chiedermi se la sua apparizione avrebbe messo in testa agli italiani che qualcosa non va per il verso giusto.
TREMONTI: -Ma il popolo è con te, ti ha sempve cveduto e pensi che adesso, quando più ne hai bisogno non ti sostevvà? Andiamo, sei tu quello che ha fatto dell’ottimismo un suo cavallo di battaglia e ci ha basato tutta la sua politica… ti vicovdi la stovia del mivacolo italiano, no?
BERLUSCONI: -Già, bei tempi quelli… il milione di posti di lavoro, il paese che mi seguiva incondizionatamente. Poi viene fuori la crisi, cribbio! Ci accusano di averla trascurata, di averla scoperta solo adesso, quanto potremo andare avanti ancora?
TREMONTI: - Beh, se hanno cveduto a tutto ciò che hai pvopagandato in questi anni, al sogno della vicchezza e della pvopsevità pev tutti qualche sacvificio savanno puv disposti a favlo. Con tutto quello che hai fatto pev il paese, pev il popolo!
BERLUSCONI: -Tutto quello che ho fatto per il paese, già… ma cosa ho fatto per il popolo?
TREMONTI: -Beh, hai fatto le leggi ad pevsonam, e poi… dunque… ma non stiamo qui a vivangave il passato, dobbiamo pensave al futuvo! E poi c’è sempve la mia cveatività, non dimenticavlo. Ci studiamo chessò… un bel condono edilizio, una sanatovia, facciamo viapvive le scuole a ottobve, un contentino insomma! Queste avgomenti funzionano sempve… e poi fva poco ci sono i mondiali…
BERLUSCONI: -Ma io sento aumentare le voci che ci accusano di operare solo tagli, di far pagare sempre gli stessi...dimmi che la favola non è finita, che non sta per crollare tutto!
TREMONTI: -Tvanquillo Silvio, non finivà niente. Ci saranno delle trasfovmazioni, ma il popolo savà sempve con te.
BERLUSCONI: - Però, lo sai come è fatto il popolo? Prima sono tutti lì a tenerti su, ma se tiri troppo la corda… all’improvviso ti voltano le spalle e di colpo ti ritrovi nella polvere…
TREMONTI: -Sono i vischi del populismo, devi mettevlo in conto. Vedvai che quello che hai detto oggi davà i suoi fvutti e tutto si risolvevà pev il meglio. Siamo al tovnante della stovia!
BERLUSCONI: -Speriamo bene… io comunque non mi fido… va a finire che mi tocca riallacciare i rapporti con Fini e chissà quello cosa mi chiede in cambio…
TREMONTI: -Tvanquillo Silvio, andvà tutto bene, tutto bene… tutto bene…
mercoledì 26 maggio 2010
lunedì 24 maggio 2010
giovedì 20 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
giovedì 13 maggio 2010
martedì 11 maggio 2010
lunedì 10 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010
martedì 4 maggio 2010
Vendesi appartamento zona Colosseo. Astenersi rompicoglioni.
Scajola: -Pronto, Silvio?
Berlusconi: -Claudio, ma che cazzo mi combini?!
Scajola: -Ti telefono per le dimissioni…
Berlusconi: -Ancora con la storia delle dimissioni? Ma allora non hai imparato niente in questi anni!
Scajola: -Ma Silvio, non potevo…
Berlusconi: -Ma sentitelo: non potevo! Non potevi cosa?! Dovevi rimanere ministro e difenderti da ministro, che diamine!
Scajola: -Ho detto che non avrei fatto come con Biagi, è vero, ma qui ormai i rompicoglioni sono più di uno… mi attaccano tutti, anche “il Giornale” e “Libero”… tu non è che puoi parlare con Paolo o con Feltri…
Berlusconi: -Io non parlo con nessuno chiaro? Ho appena dichiarato che “il Giornale” deve essere messo in vendita, figurati! Tu piuttosto dovevi stringere i denti, lottare! Sei un ministro della Repubblica, mica un sottosegretario qualunque!
Scajola: -Si, ma qui ci sono delle persone che testimoniano contro di me, ci sono i riscontri sugli assegni… non potevo più continuare così… comunque per il momento non sono indagato…
Berlusconi: -Sono circondato da buoni a nulla! Ti vai a fidare del primo che capita per rimediarti una casa, non ti interessi nemmeno del valore effettivo di un appartamento del genere: ma ci prendi per scemi?! Bastava informarsi in una qualunque agenzia immobiliare per sapere i prezzi, andiamo! Sei indifendibile!
Scajola: -Ma Silvio…
Berlusconi: -Lasciami finire, cribbio! Perché non hai chiesto a me! Sai quante case ho comprato nella mia carriera?! La mia storia italiana è li, davanti a tutti, sono il personaggio pubblico del quale si è parlato e scritto di più in questi anni, bastava ispirarsi a me per capire come dovevi agire per ottenere quello che volevi!
Scajola: -La fai facile, la fai! Tu sei il Presidente del Consiglio, hai un sacco di soldi…
Berlusconi: -I soldi, bravo! Te li regalano per comprarti un appartamento “vista Colosseo” e mi parli di soldi!
Scajola: -Ma quei soldi costano Silvio, dovresti saperlo. Appalti, grandi eventi, centri benessere… sai bene come funzionano certe “cricche”!
Berlusconi: - Io non so niente, non tirarmi dentro ‘ste faccende che già qui si fanno i salti mortali per cercare di non far crollare la baracca! Comunque ormai la decisione è presa e accettiamo ‘ste dimissioni! Ma guarda te che casino… adesso cerca di stare tranquillo Claudio, vedrò cosa posso fare.
Scajola: -Grazie, Silvio…
Berlusconi: -Va bene, va bene. Mah, ormai la bolla di sapone è scoppiata… sentirò cosa ne pensa Ghedini. Intanto temporeggiamo, lasciamo trascorrere un po’ di tempo e magari quando è passata la buriana vedremo di riciclarti da qualche parte, in qualche ministero… vedremo…
Berlusconi: -Claudio, ma che cazzo mi combini?!
Scajola: -Ti telefono per le dimissioni…
Berlusconi: -Ancora con la storia delle dimissioni? Ma allora non hai imparato niente in questi anni!
Scajola: -Ma Silvio, non potevo…
Berlusconi: -Ma sentitelo: non potevo! Non potevi cosa?! Dovevi rimanere ministro e difenderti da ministro, che diamine!
Scajola: -Ho detto che non avrei fatto come con Biagi, è vero, ma qui ormai i rompicoglioni sono più di uno… mi attaccano tutti, anche “il Giornale” e “Libero”… tu non è che puoi parlare con Paolo o con Feltri…
Berlusconi: -Io non parlo con nessuno chiaro? Ho appena dichiarato che “il Giornale” deve essere messo in vendita, figurati! Tu piuttosto dovevi stringere i denti, lottare! Sei un ministro della Repubblica, mica un sottosegretario qualunque!
Scajola: -Si, ma qui ci sono delle persone che testimoniano contro di me, ci sono i riscontri sugli assegni… non potevo più continuare così… comunque per il momento non sono indagato…
Berlusconi: -Sono circondato da buoni a nulla! Ti vai a fidare del primo che capita per rimediarti una casa, non ti interessi nemmeno del valore effettivo di un appartamento del genere: ma ci prendi per scemi?! Bastava informarsi in una qualunque agenzia immobiliare per sapere i prezzi, andiamo! Sei indifendibile!
Scajola: -Ma Silvio…
Berlusconi: -Lasciami finire, cribbio! Perché non hai chiesto a me! Sai quante case ho comprato nella mia carriera?! La mia storia italiana è li, davanti a tutti, sono il personaggio pubblico del quale si è parlato e scritto di più in questi anni, bastava ispirarsi a me per capire come dovevi agire per ottenere quello che volevi!
Scajola: -La fai facile, la fai! Tu sei il Presidente del Consiglio, hai un sacco di soldi…
Berlusconi: -I soldi, bravo! Te li regalano per comprarti un appartamento “vista Colosseo” e mi parli di soldi!
Scajola: -Ma quei soldi costano Silvio, dovresti saperlo. Appalti, grandi eventi, centri benessere… sai bene come funzionano certe “cricche”!
Berlusconi: - Io non so niente, non tirarmi dentro ‘ste faccende che già qui si fanno i salti mortali per cercare di non far crollare la baracca! Comunque ormai la decisione è presa e accettiamo ‘ste dimissioni! Ma guarda te che casino… adesso cerca di stare tranquillo Claudio, vedrò cosa posso fare.
Scajola: -Grazie, Silvio…
Berlusconi: -Va bene, va bene. Mah, ormai la bolla di sapone è scoppiata… sentirò cosa ne pensa Ghedini. Intanto temporeggiamo, lasciamo trascorrere un po’ di tempo e magari quando è passata la buriana vedremo di riciclarti da qualche parte, in qualche ministero… vedremo…
lunedì 3 maggio 2010
giovedì 29 aprile 2010
mercoledì 28 aprile 2010
martedì 27 aprile 2010
lunedì 26 aprile 2010
giovedì 22 aprile 2010
martedì 20 aprile 2010
sabato 17 aprile 2010
Quel che resta del PDL (farsa “ in progress” di AA.VV.)
Al centro della scena Berlusconi seduto su una sedia Luigi XVI. In piedi di fronte a lui Gianfranco Fini con indosso l’impermeabile e le valige in mano. Il clima è teso, l’atmosfera cupa, il nervosismo palpabile. Il Premier è visibilmente irritato.
Berlusconi: E così te ne vai! Dopo tutto quello che ho fatto per te, cribbio! Ti ho perfino dato la presidenza della Camere!
Fini: Sai che roba! Con un parlamento senza più alcun prestigio istituzionale, ridotto e mero votificio per soddisfare i tuoi capricci! A questi giochi non ci sto più e dico basta!
Berlusconi: Ma si, vattene! E portati pure dietro tutto il resto della tua servitù che non so più che farmene di loro…
Fini: Guarda che uno come me non lo trovi così facilmente, voglio vedere come farai a mandare avanti la baracca. Dimenticavo, salutami la “trota”: ho visto come si trova bene a sguazzare nel tuo acquario insieme a quel pesce palla di Gasparri e a quel siluro di La Russa pronti a intorbidire le acque.
Berlusconi: Ma sentitelo l’ex delfino! Occhio a non finire spiaggiato piuttosto, cribbio!
Fini: Pensa alla… “Trota” e a tutto il branco che gli sta intorno!
Fini esce di scena. Berlusconi rimane da solo. Si alza e comincia a camminare avanti e indietro sul palco.
Berlusconi: E’ proprio vero, la gratitudine non è di questo mondo! Anche se, in effetti, il servizio stava cominciando a peggiorare...
Ad un tratto irrompe Bossi seguito da Calderoli armato di lanciafiamme, il figlio Renzo vestito da trota, Roberto Cota, Luca Zaia e un manipolo di leghisti in tradizionale costume celtico.
Berlusconi: Umberto... accomodati, ti stavo aspettando.
Bossi: Vedo che non hai ancora apparecchiato… ho una fame che non ci vedo! Gianfranco, portami da bere!
Berlusconi: (visibilmente imbarazzato): Ehm…
Bossi (spazientito): Cos’è sordo?! Gianfranco, da bere, subito!
Berlusconi: Gianfranco se ne andato…
Bossi: Andato? Come sarebbe? E dove…
Berlusconi: Non lo so… a sinistra anche lui, forse. L’altra notte l’ho sentito che vaneggiava nel sonno di «un partito nazionale, attento alla coesione sociale dell’intero Paese, capace di dare risposte ai bisogni economici del mondo del lavoro e delle famiglie, garante della legalità e dei diritti civili, motore di riforme istituzionali equilibrate e condivise»…
Bossi: Lo dicevo io che non ti dovevi fidare. Per fortuna che adesso ci siamo qua noi e stavolta non c’è né per nessuno! Vero Renzo?
Renzo: Già, adesso c’è papà, ci pensa papà, perché papà è il migliore, papà è un…
Bossi: Basta “trota”, hai rotto le balle! Pensiamo a mangiare piuttosto!
Berlusconi: Faccio io o hai qualche richiesta particolare?
Bossi: Per cominciare del federalismo in salsa padana, poi una buona fetta di banche del nord e per contorno un bel piatto di radici cristiane in agrodolce. Da bere acqua del Po e… cervogia per tutti! Ah, ah, ah!
Tutti ridono fragorosamente. Cala il sipario…
Berlusconi: E così te ne vai! Dopo tutto quello che ho fatto per te, cribbio! Ti ho perfino dato la presidenza della Camere!
Fini: Sai che roba! Con un parlamento senza più alcun prestigio istituzionale, ridotto e mero votificio per soddisfare i tuoi capricci! A questi giochi non ci sto più e dico basta!
Berlusconi: Ma si, vattene! E portati pure dietro tutto il resto della tua servitù che non so più che farmene di loro…
Fini: Guarda che uno come me non lo trovi così facilmente, voglio vedere come farai a mandare avanti la baracca. Dimenticavo, salutami la “trota”: ho visto come si trova bene a sguazzare nel tuo acquario insieme a quel pesce palla di Gasparri e a quel siluro di La Russa pronti a intorbidire le acque.
Berlusconi: Ma sentitelo l’ex delfino! Occhio a non finire spiaggiato piuttosto, cribbio!
Fini: Pensa alla… “Trota” e a tutto il branco che gli sta intorno!
Fini esce di scena. Berlusconi rimane da solo. Si alza e comincia a camminare avanti e indietro sul palco.
Berlusconi: E’ proprio vero, la gratitudine non è di questo mondo! Anche se, in effetti, il servizio stava cominciando a peggiorare...
Ad un tratto irrompe Bossi seguito da Calderoli armato di lanciafiamme, il figlio Renzo vestito da trota, Roberto Cota, Luca Zaia e un manipolo di leghisti in tradizionale costume celtico.
Berlusconi: Umberto... accomodati, ti stavo aspettando.
Bossi: Vedo che non hai ancora apparecchiato… ho una fame che non ci vedo! Gianfranco, portami da bere!
Berlusconi: (visibilmente imbarazzato): Ehm…
Bossi (spazientito): Cos’è sordo?! Gianfranco, da bere, subito!
Berlusconi: Gianfranco se ne andato…
Bossi: Andato? Come sarebbe? E dove…
Berlusconi: Non lo so… a sinistra anche lui, forse. L’altra notte l’ho sentito che vaneggiava nel sonno di «un partito nazionale, attento alla coesione sociale dell’intero Paese, capace di dare risposte ai bisogni economici del mondo del lavoro e delle famiglie, garante della legalità e dei diritti civili, motore di riforme istituzionali equilibrate e condivise»…
Bossi: Lo dicevo io che non ti dovevi fidare. Per fortuna che adesso ci siamo qua noi e stavolta non c’è né per nessuno! Vero Renzo?
Renzo: Già, adesso c’è papà, ci pensa papà, perché papà è il migliore, papà è un…
Bossi: Basta “trota”, hai rotto le balle! Pensiamo a mangiare piuttosto!
Berlusconi: Faccio io o hai qualche richiesta particolare?
Bossi: Per cominciare del federalismo in salsa padana, poi una buona fetta di banche del nord e per contorno un bel piatto di radici cristiane in agrodolce. Da bere acqua del Po e… cervogia per tutti! Ah, ah, ah!
Tutti ridono fragorosamente. Cala il sipario…
giovedì 15 aprile 2010
mercoledì 14 aprile 2010
lunedì 12 aprile 2010
mercoledì 7 aprile 2010
E l'Italia che va...
Mentre il “trota” Renzo Bossi varca il soglio della magione presidenziale in Arcore per partecipare alla riunione dei cervelli della maggioranza per riformare il paese e portarlo alla completa “padanizzazione”, cominciano a circolare voci insistenti di un possibile ingresso in politica di Marina Berlusconi. Il primo passo per il rinnovamento della classe politica del centrodestra o per il crollo dell’intero sistema? Nel frattempo il cavaliere riesce a ottenere la firma di Napolitano sul legittimo impedimento e si appresta a lasciare le sorti del paese in mano alla Lega in cambio della legge sulle intercettazioni, della riforma della giustizia e l’introduzione del presidenzialismo. E Gianfranco Fini con la sua fondazione “Farefuturo”? Quale futuro si prospetta per l’ex delfino che si appresta a essere scalzato dalla “trota” leghista più giovane e decisa ad affermarsi cavalcando l’onda dell’individualismo, del localismo più sfrenato e della personalizzazione della politica sempre più imperante nel paese?
Quale futuro?
Ci ritroveremo chiusi nelle nostre belle casette a coltivare il nostro bell'orticello imbracciando il fucile dopo aver inserito l’allarme, protetti da muri elettrificati e filo spinato, pronti a sguinzagliare i cani che prima o poi finiranno col mordere sul serio, tutti intorno al campanile della chiesa sul quale salire per dominare la vallata e avvistare i barbari invasori della globalizzazione? E pronti a salire con tutta la famiglia sul nostro suv d’ordinanza sempre nuovo di pacca, pronti a percorrere interminabili autostrade imbottite d’asfalto, costeggiate da una interminabile serie di periferie-frazioni-outlet-cittàdelrisparmio-fabbriche-capannoni- silos -multiplex-campisinteticidacalcetto-distributoridibenzina… ?
martedì 6 aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
mercoledì 31 marzo 2010
martedì 30 marzo 2010
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