lunedì 13 settembre 2010

venerdì 10 settembre 2010

Lo sciacallo politico

Lo sciacallo politico (canis politicus) è una specie molto diffusa sulla scena politica italiana. Di taglia variabile possiede una robusta dentatura che è possibile osservare bene quando sorride sarcasticamente e quando apre le fauci per lanciare le sue lugubri, sguaiate e inopportune dichiarazioni. Questo predatore agisce nella notte della Repubblica prediligendo la caccia alle poltrone e ai seggi parlamentari. La sua corporatura varia secondo la specie così come le sue zampe, utili per rimanere ben stabile sul scivoloso e difficile terreno della politica nostrana che fanno di lui un buon corridore dall’andatura costante, perfetta per raggiungere la poltrona che riesce poi a mantenere per un lungo periodo di tempo. Si muove al seguito delle grandi belve mantenendosi alla giusta distanza per avvicinarsi al momento opportuno e divorare i resti dei loro pasti, lanciandosi quindi sulle carogne lasciate sul terreno dalla dura lotta politica, non disdegnando comunque di attaccare la preda anche quando si trova in palese difficoltà. Spesso è possibile vederli riuniti in branco per nutrirsi di carcasse molto consistenti come ad esempio banche, grandi appalti, enti pubblici e ciò che resta della pubblica amministrazione. Gli sciacalli politici sono ferocemente territoriali e respingono con forza le intrusioni di altri esemplari sul proprio territorio che provvedono a marchiare con clientelismo e parentele, un territorio abbastanza grande da permettere il proliferare di due o più cuccioli che lasciano la famiglia non appena ottenuto il posto promesso per cercarsi quindi il proprio terreno dove muoversi e far progredire la futura progenie.

giovedì 9 settembre 2010

mercoledì 8 settembre 2010

lunedì 6 settembre 2010

La morte del PDL
























18 novembre 2007: discorso del "predellino" di Berlusconi a San Babila
5 settembre 2010: discorso di Fini a Mirabello

venerdì 3 settembre 2010

giovedì 2 settembre 2010

mercoledì 1 settembre 2010

martedì 31 agosto 2010

Amicizie imbarazzanti


























"Nella politica è come nella vita normale, per risolvere i problemi bisogna comportarsi come con i clienti. Gheddafi è originale e l'ho trattato come un cliente originale"

(Silvio Berlusconi in occasione dell'incontro con il leader libico nel 2008)

lunedì 30 agosto 2010

Italian Disneyland!


 


Se l’Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, il parco-giochi delle sue vanità senili, la ragione è purtroppo politica. Nelle passeggiate romane il rais libico non esibisce il suo temperamento eccentrico, ma la sua legittimazione, la sua amicizia con il premier, la sua paradossale centralità nella politica internazionale di un governo – quello berlusconiano – che è progressivamente passato dall’atlantismo all’agnosticismo, dalle suggestioni neo-con alla logica commerciale, per cui il cliente, se paga, ha sempre ragione. E visto che Gheddafi paga, le sue diventano anche le “nostre” ragioni e la sua politica la “nostra”.

(Dal sito della fondazione "Farefuturo": http://www.ffwebmagazine.it/)

mercoledì 25 agosto 2010

martedì 24 agosto 2010

mercoledì 18 agosto 2010

giovedì 12 agosto 2010

martedì 10 agosto 2010

60 uomini sulla cassa del PDL morto.

Dopo un periodo di riflessione al riparo del suo covo in quel di Imperia per fare la conta degli amici e riorganizzare le forze, l’ex ministro Claudio Scajola è pronto a salpare dalla riviera ligure per lanciarsi in una nuova avventura con l’obiettivo di approdare a Roma e riprendere in mano un PDL allo sbando dopo l’ammutinamento di Gianfranco Fini che ha suscitato le ire del Commodoro del Consiglio Berlusconi. Già lo vediamo al largo il prode Claudio, sfidare i marosi e le correnti che di giorno in giorno si fanno sempre più impetuose, in piedi sulla tolda della sua nuova imbarcazione, la “Cristoforo Colombo” . “Un luogo di elaborazione culturale e politica” come ci tiene a sottolineare l’ex ministro che può contare su una ciurma di 60 uomini del calibro di Antonio Martino pronto a scrutare l’orizzonte degli eventi dall’albero maestro e Giuliano Urbani dedito a studiare le strategie migliori per prepararsi allo scontro nel nome della “tolleranza, della libertà, nel rispetto della famiglia e della persona”. Dopo aver rischiato di affondare in pessime acque infestate da cricche di squali famelici perché imbarcatosi su un legno pagato a sua insaputa che faceva acqua da tutte le parti, Il capitano Claudio pregusta già l’arrembaggio di uno scricchiolante Transatlantico in secca dalle parti di Montecitorio e si presenta con la sciaboletta tra i denti e con il dente avvelenato verso i filibustieri che lo hanno abbandonato a se stesso. Al grido “l’uso politico della giustizia deve essere fermato!” comincia la riscossa, la sua muova resurrezione dopo un anno di purgatorio passato a guardare i compagni di scorrerie finire ai ferri per la loro ingordigia e avidità. L’ex ministro non è finito e ci tiene a farlo sapere a tutti, nel nome di Cristoforo Colombo, assurto a suo nuovo nume tutelare, “condottiero capace di credere fino in fondo ai propri sogni” con il preciso obiettivo di riuscire a cambiare le sorti del genere umano, come dice il mozzo Paolo Russo. L’avventura è appena cominciata e i vertici del PDL stanno già tremando…

lunedì 9 agosto 2010

Ego te absolvo...


“Non darei la comunione a Vendola perché ostenta la sua condizione perversa e malata di omosessuale praticante. A questa gente come lui, un gran furbacchione che specula sulla sua presunta vicinanza alla Chiesa, i vescovi e i sacerdoti sappiano dare un bel calcio nel sedere”.
(Vincenzo Franco, vescovo emerito di Otranto)

venerdì 6 agosto 2010

martedì 3 agosto 2010

venerdì 30 luglio 2010

mercoledì 28 luglio 2010

La Stella Polare




"La legalità e la sicurezza sono la Stella Polare della nostra azione".
(Silvio Berlusconi)

lunedì 26 luglio 2010

giovedì 22 luglio 2010

martedì 20 luglio 2010

Servilismo

Date a Cesare Silvio tutto ciò che è di Cesare Silvio. (Tragica farsa di AA. VV.-Ultimo Atto?)

Palazzo Grazioli, salone delle feste. Cesare Silvio, avvolto in una toga malconcia e con la testa cinta dalla corona d’alloro guarda fuori dalla finestra la città in fiamme. C’è disordine dappertutto, posteggiato su uno strapuntino Mariano Apicella sta suonando “Meglio ‘na canzone”. Cesare Silvio è visibilmente irritato.

Cesare Silvio: Incapaci! Manica di buoni a nulla! Tutti a telefonarsi tra loro e poi quando non sanno che cazzo fare si rivolgono a Cesare! E tutti a chiedersi: chi sarà mai questo Cesare?! Ma dico io, ma come gli è venuto in mente, cribbio!

Entra Bondi.

Bondi: Ave Cesare!

Cesare Silvio: Bondi… non è tempo per la poesia, lo vedi anche tu…

Bondi: Niente poesia/ messaggio urgente/ l’opposizione chiede/ dimissioni immantinente!

Consegna un messaggio a Cesare Silvio

Cesare Silvio: (inizia a leggere) Quo usque tandem, Cesare Silvio, abutere patientia nostra… tandem?! Ma quale tandem, non ce nessun tandem: ormai corro da solo! Io sono Cesare Silvio, cribbio! (continua nella lettura) Alea jacta est, Cesare Silvio, Finis terrae… eccoli che cercano di tirarlo dalla loro parte, Fini e il suo manipolo di bruti! Io li ho sdoganati, io gli ho dato il potere e adesso vogliono pugnalarmi alle spalle, cribbio!

Bondi: Altro predellino/ chiediamo con fervore/ chiamo Straquadanio/ combattivo senatore!

Cesare Silvio: Buono quello, ti rimbambisce di chiacchiere e non si riesce mai a capire dove vuole arrivare. E poi al predellino 2 ci stavo già pensando da tempo…

Bondi: Grande trovata/ bravo Cesare/ Milano ti premia / svoltiamo la serata!

Cesare Silvio: Già, la Grande Milano… allo ''statista di rara capacita’", che "conduce con responsabilità e lucida consapevolezza il Paese verso un futuro di donne e di uomini liberi che compongono una società solidale fondata sull'amore, la tolleranza e il rispetto per la vita''. Roba da fare impallidire gente del calibro di Stalin, che diamine! D’ora in poi potrete chiamarmi Cesare Silvio Massimo!

Bondi: Lacrime calde/ scendono giù/ Cesare Silvio/ sei solo tu!

Il momento solenne viene interrotto dall’entrata di Capezzone.

Capezzone: Ave Cesare Silvio, i barbari sono al portone e chiedono di essere ricevuti subito.

Cesare Silvio: Era ora cribbio… chiamate subito Bonaiuti che venga a dare una ripulita!

Entra Bonaiuti.

Bonaiuti: Ave Cesare Silvio, servitori te salutant!

Cesare Silvio: Si, si, va bene! Date una sistemata che sono arrivati. E rimettete Apicella in naftalina!

Bonaiuti: Di questo pentolone di fonduta ancora bollente cosa ne facciamo?

Cesare Silvio: Vedete se c’è qualcuno che protesta giù di sotto e gettagliela sopra!

Entra Bossi con tutto il seguito dei celti padani.

Bossi: Ave Cesare, mortacci tua te salutant, ah , ah , ah!

Cesare Silvio: (tra se) Umorismo padano, tse… Ave Umberto! Capezzone di a Gasparri di occuparsi dei cavalli.

Bossi: Ma come sei ridotto? ‘Sto nuovo stalliere lo vogliamo assumere? Ah, ah, ah!

Cesare Silvio: Vallo a trovare uno come quello che avevo prima, così preciso, attento a tutto, affidabile e, soprattutto, di poche parole…

Bossi: La festa è finita a quanto pare.

Cesare Silvio: Beh, io contavo di farla durare altri tre anni, ma visto come butta la situazione…

Bossi: Con quello che costa al paese è durata pure troppo! È ora di saldare il conto…

Cesare Silvio: Tranquillo Umberto, sistemerò tutto appena riesco a domare le fiamme.

Bossi: Ghe pensi mi’, Cesare Silvio. Ti mando giù un’orda di vigili del fuoco padani e spengo tutto in quattro e quattr’otto! Sia ben chiaro, tutto questo farà aumentare i costi.

Cesare Silvio: Tranquillo, ho già pronte le nomine per il prossimo governo. Ah, un'ultima cosa, dovresti togliermi dai piedi Fini e al suo manipolo di bruti prima che arrivi marzo. Non so, ma quando penso a marzo mi sale un brivido…

Bossi: Ci puoi contare! I miei sono sempre pronti quando si tratta di menare le mani: è ora di dire basta ai proclami e passare alle vie di fatto! Capezzone, cervogia per tutti!

Capezzone: Vedo se è rimasto qualcosa che qui se so magnati tutto…

Cala il sipario… forse.

lunedì 19 luglio 2010

mercoledì 14 luglio 2010

Eravamo quattro pensionati sfigati al bar

Quattro pensionati sfigati al bar
(Dell’Utri-Carboni-Lombardi-Martino, Arr. Verdini)

Eravamo quattro pensionati sfigati al bar
che cercavano di truffare l’Italia
destinati a qualche cosa in più
che a un appalto e un comitato d’affari
si parlava nell’oscurità
di clientele e opportunità
tra una ricca cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Eravamo tre pensionati sfigati al bar
uno l’hanno arrestato ieri
si può fare molto pure in tre
mentre gli altri se ne stanno ai domiciliari
si parlava in tutta disonestà
di affari e complicità
tra una ricca cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Eravamo due pensionati sfigati al bar
uno l’han beccato ieri a Roma
i più forti però siamo noi
qui non serve mica essere in tanti
si parlava con tenacità
di clientele e opportunità
tra una mesta cena ed un caffè
tiravi fuori i tuoi cachet e
proponevi i tuoi pagherò.
Son rimasto il solo pensionato sfigato al bar
gli altri gli hanno tutti messi al fresco
e quest’oggi poi verso le tre
son venuti quattro appena eletti
son seduti li vicino a me
con davanti due strisce di coca e due caffè
li sentivo chiacchierare
han deciso di truffare
tutta questa Italia che non va.
Eravamo quattro pensionati sfigati al bar
che volevano truffare l’Italia
e poi ci troveremo dietro le sbarre
a bere del caffè a Regina Coeli
e forse non ci incontreremo più
ognuno a rincorrere i suoi guai
e poi ci troveremo dietro le sbarre
a bere del caffè a Regina Coeli
e forse non ci incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai
ognuno a rincorrere i suoi guai

lunedì 12 luglio 2010

giovedì 8 luglio 2010

mercoledì 7 luglio 2010

lunedì 5 luglio 2010

giovedì 1 luglio 2010

mercoledì 30 giugno 2010

Un uomo di cultura...






















"Dell'Utri fa scandalo ed è pure condannato perché colto e raffinato: cita Dostoevskij, che molti credono sia lo stopper della Slovacchia"
Giancarlo Lehner (PDL)

martedì 29 giugno 2010

mercoledì 23 giugno 2010

lunedì 21 giugno 2010

giovedì 17 giugno 2010

mercoledì 16 giugno 2010

L'"effetto Luttazzi"

Il noto matematico inglese Edward Lorenz, padre della teoria del caos, è conosciuto ai più anche per aver individuato il cosiddetto “effetto farfalla”. Tale effetto viene sintetizzato nel concetto che “un battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Florida”. E’ possibile applicare il suddetto “effetto” a situazioni differenti dall’originario contesto al quale si riferiva il matematico? E’ quello che il professor e Dick Short della New York University sta facendo partendo dalla spiacevole vicenda che ha visto coinvolto il noto autore satirico italiano Daniele Luttazzi accusato di aver costruito il suo repertorio saccheggiando una cospicua quantità di battute da autorevoli autori americani, accusa che lo vedrebbe addirittura colpevole di aver scippato interi monologhi ai suddetti. Lo studioso di Sociologia della Comunicazione del Dipartimento di Comicità, Umorismo e Satira applicata, ha scoperto che l’”effetto” in questione, ribattezzato per l’occasione “effetto Luttazzi”, una volta applicato alla situazione in analisi e opportunamente aggiornato agli sviluppi della vicenda, potrebbe modificarsi come segue: “una scoreggia di una farfalla su un palco di stand up comedy in America può provocare un terremoto in un medesimo palco in Italia”. Da recenti studi eseguiti sul repertorio dell’autore satirico di Santarcangelo di Romagna si è potuto dimostrare come questa teoria, sostituendo ad esempio la farfalla in questione con una più banale mosca, possa produrre effetti ancor più devastanti, come la fine della brillante carriera del noto autore satirico italiano. Una situazione drammatica che porterebbe a eventuali sviluppi anche nella teoria del caos di cui si accennava all’inizio che con le opportune modifiche potrebbe avere interessanti sviluppi. Applicando infatti la suddetta teoria alla vicenda in questione, vediamo come in un sistema complesso come quello della comicità e della satira in tutte le sue declinazioni una minima variazione nei testi dei noti stand up comedians americani, cioè dei dati di input, ha un grande impatto nel risultato finale e che in condizioni iniziali simili, l’intero sistema, pubblico compreso, può reagire in modi molto diversi: attacco violento e gogna mediatica dei fans traditi o difesa a oltranza dell’idolo intoccabile. Le ricerche vanno comunque avanti e attualmente si stanno concentrando su come gli effetti della stessa battuta cambierebbero a seconda di quale animale venga inserito nel testo per dare un effetto più comico ed efficace alla gag. Sulla base della teoria luttazziana che vede l’autore considerare il suo pubblico alla stregua di cavia da laboratorio da muovere nel suo labirinto, il professor Short ha selezionato diversi gruppi di studenti sui quali testare gli effetti della ricerca: la battuta verrà di volta in volta recitata cambiando gli animali in questione, ponendo attenzione alla gestualità di chi sottoporrà i testi alle cavie selezionate in modo da poterne studiare le reazioni e stilare così un’analisi dettagliata dell’esperimento. Lo studio verrà pubblicato in un volume dal titolo “Ops, l’ho fatto di nuovo! L’effetto Luttazzi e la teoria del plagio nella stand up comedy moderna”.

martedì 15 giugno 2010

lunedì 14 giugno 2010

giovedì 10 giugno 2010

venerdì 4 giugno 2010

mercoledì 2 giugno 2010