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lunedì 31 maggio 2010
giovedì 27 maggio 2010
Dietro la manovra, il complotto?
Palazzo Grazioli. Dopo l’annuncio della manovra anticrisi e in vista della sua discussione in Parlamento, il Premier telefona a Tremonti. La sua voce esprime una forte preoccupazione.
BERLUSCONI: -Pronto, Giulio?
TREMONTI: - Silvio. Qualcosa non va?
BERLUSCONI: -La battuta sulle barzellette! Proprio una bella trovata! Ma dico io, come ti è venuto in mente cribbio?
TREMONTI:-Ah, sì, quando stavo scvivendo quello che dicevi…
BERLUSCONI: -Che figura! Io vengo lì a fare la conferenza stampa, ci metto la faccia, cerco di fare capire a tutti che ci saranno sacrifici e pensi che io stia lì a raccontare barzellette?!
TREMONTI: -Non savebbe la pvima volta…
BERLUSCONI: -Ma cosa…
TREMONTI: -Shevzavo Silvio, schevzavo. Pevò, anche tu… dive che non hai un soldo in tasca, andiamo!
BERLUSONI: -Ho risposto a una provocazione, cosa dovevo fare?
TREMONTI: -Sei tvoppo teso. Hanno capito tutti che bisognevà fave dei sacvifici, abbiamo anche l’appoggio della Confindustvia e dei sindacati.
BERLUSCONI: -Con quello che dice Epifani… hai sentito che faranno lo sciopero generale?
TREMONTI: -E chi ha pavlato di Epifani? Ho contattato solo Angeletti e Bonanni e hanno già dato il consenso. Lo sai come sono fatti quelli: li inviti a cena, li tvatti bene e fivmano tutto. Quando si accovgono che c’è la fvegatuva è tvoppo tavdi eh, eh, eh!
BERLUSCONI: -Io comunque non posso stare tranquillo, come faccio? Mi sento accerchiato, vivo col sospetto che state tentando tutti di farmi fuori, di affossare il berlusconismo: i poteri forti, la Lega… tutti contro di me! Mi sveglio con l’incubo delle elezioni anticipate, con l’assillo costante del federalismo e col fantasma del governo di unità nazionale che mi tormenta. Dopo tutto quello che ho fatto per trasformare questo paese a mia immagine e somiglianza!
TREMONTI: -Stai tvanquillo, devi solo continuave sulla linea che abbiamo stabilito, insisteve che lo facciamo pev il bene di tutti. Il vigove non ha altve vagioni se non povtave il paese vevso la stabilità finanziavia e vevso un vadioso futuvo.
BERLUSCONI: -E io cosa ho detto? Punteremo alla riduzione della spesa e lotta all’evasione, sottolineando che il Governo non ha messo le mani nelle tasche degli italiani. Ho dato anche la colpa del dissesto al governo precedente, un argomento che tira sempre… ciò non toglie che sento puzza di complotto. Ricordatevi che se cado io, cadiamo tutti insieme, cribbio!
TREMONTI: -Sei diventato pavanoico, Silvio…
BERLUSCONI: -Continuo a perdere punti, lo capisci?! Gli hai visti gli ultimi sondaggi? Ho dovuto mandare avanti Gianni Letta per far accettare il messaggio al paese, figurati!
TREMONTI: -E hai fatto bene. Quando la gente lo vede con quel suo fave cavdinalizio, con i suoi modi così affabili si sente al sicuvo.
BERLUSCONI: -Ci ho pensato bene prima di farlo. Continuavo a chiedermi se la sua apparizione avrebbe messo in testa agli italiani che qualcosa non va per il verso giusto.
TREMONTI: -Ma il popolo è con te, ti ha sempve cveduto e pensi che adesso, quando più ne hai bisogno non ti sostevvà? Andiamo, sei tu quello che ha fatto dell’ottimismo un suo cavallo di battaglia e ci ha basato tutta la sua politica… ti vicovdi la stovia del mivacolo italiano, no?
BERLUSCONI: -Già, bei tempi quelli… il milione di posti di lavoro, il paese che mi seguiva incondizionatamente. Poi viene fuori la crisi, cribbio! Ci accusano di averla trascurata, di averla scoperta solo adesso, quanto potremo andare avanti ancora?
TREMONTI: - Beh, se hanno cveduto a tutto ciò che hai pvopagandato in questi anni, al sogno della vicchezza e della pvopsevità pev tutti qualche sacvificio savanno puv disposti a favlo. Con tutto quello che hai fatto pev il paese, pev il popolo!
BERLUSCONI: -Tutto quello che ho fatto per il paese, già… ma cosa ho fatto per il popolo?
TREMONTI: -Beh, hai fatto le leggi ad pevsonam, e poi… dunque… ma non stiamo qui a vivangave il passato, dobbiamo pensave al futuvo! E poi c’è sempve la mia cveatività, non dimenticavlo. Ci studiamo chessò… un bel condono edilizio, una sanatovia, facciamo viapvive le scuole a ottobve, un contentino insomma! Queste avgomenti funzionano sempve… e poi fva poco ci sono i mondiali…
BERLUSCONI: -Ma io sento aumentare le voci che ci accusano di operare solo tagli, di far pagare sempre gli stessi...dimmi che la favola non è finita, che non sta per crollare tutto!
TREMONTI: -Tvanquillo Silvio, non finivà niente. Ci saranno delle trasfovmazioni, ma il popolo savà sempve con te.
BERLUSCONI: - Però, lo sai come è fatto il popolo? Prima sono tutti lì a tenerti su, ma se tiri troppo la corda… all’improvviso ti voltano le spalle e di colpo ti ritrovi nella polvere…
TREMONTI: -Sono i vischi del populismo, devi mettevlo in conto. Vedvai che quello che hai detto oggi davà i suoi fvutti e tutto si risolvevà pev il meglio. Siamo al tovnante della stovia!
BERLUSCONI: -Speriamo bene… io comunque non mi fido… va a finire che mi tocca riallacciare i rapporti con Fini e chissà quello cosa mi chiede in cambio…
TREMONTI: -Tvanquillo Silvio, andvà tutto bene, tutto bene… tutto bene…
mercoledì 26 maggio 2010
lunedì 24 maggio 2010
giovedì 20 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
giovedì 13 maggio 2010
martedì 11 maggio 2010
lunedì 10 maggio 2010
giovedì 6 maggio 2010
martedì 4 maggio 2010
Vendesi appartamento zona Colosseo. Astenersi rompicoglioni.
Scajola: -Pronto, Silvio?
Berlusconi: -Claudio, ma che cazzo mi combini?!
Scajola: -Ti telefono per le dimissioni…
Berlusconi: -Ancora con la storia delle dimissioni? Ma allora non hai imparato niente in questi anni!
Scajola: -Ma Silvio, non potevo…
Berlusconi: -Ma sentitelo: non potevo! Non potevi cosa?! Dovevi rimanere ministro e difenderti da ministro, che diamine!
Scajola: -Ho detto che non avrei fatto come con Biagi, è vero, ma qui ormai i rompicoglioni sono più di uno… mi attaccano tutti, anche “il Giornale” e “Libero”… tu non è che puoi parlare con Paolo o con Feltri…
Berlusconi: -Io non parlo con nessuno chiaro? Ho appena dichiarato che “il Giornale” deve essere messo in vendita, figurati! Tu piuttosto dovevi stringere i denti, lottare! Sei un ministro della Repubblica, mica un sottosegretario qualunque!
Scajola: -Si, ma qui ci sono delle persone che testimoniano contro di me, ci sono i riscontri sugli assegni… non potevo più continuare così… comunque per il momento non sono indagato…
Berlusconi: -Sono circondato da buoni a nulla! Ti vai a fidare del primo che capita per rimediarti una casa, non ti interessi nemmeno del valore effettivo di un appartamento del genere: ma ci prendi per scemi?! Bastava informarsi in una qualunque agenzia immobiliare per sapere i prezzi, andiamo! Sei indifendibile!
Scajola: -Ma Silvio…
Berlusconi: -Lasciami finire, cribbio! Perché non hai chiesto a me! Sai quante case ho comprato nella mia carriera?! La mia storia italiana è li, davanti a tutti, sono il personaggio pubblico del quale si è parlato e scritto di più in questi anni, bastava ispirarsi a me per capire come dovevi agire per ottenere quello che volevi!
Scajola: -La fai facile, la fai! Tu sei il Presidente del Consiglio, hai un sacco di soldi…
Berlusconi: -I soldi, bravo! Te li regalano per comprarti un appartamento “vista Colosseo” e mi parli di soldi!
Scajola: -Ma quei soldi costano Silvio, dovresti saperlo. Appalti, grandi eventi, centri benessere… sai bene come funzionano certe “cricche”!
Berlusconi: - Io non so niente, non tirarmi dentro ‘ste faccende che già qui si fanno i salti mortali per cercare di non far crollare la baracca! Comunque ormai la decisione è presa e accettiamo ‘ste dimissioni! Ma guarda te che casino… adesso cerca di stare tranquillo Claudio, vedrò cosa posso fare.
Scajola: -Grazie, Silvio…
Berlusconi: -Va bene, va bene. Mah, ormai la bolla di sapone è scoppiata… sentirò cosa ne pensa Ghedini. Intanto temporeggiamo, lasciamo trascorrere un po’ di tempo e magari quando è passata la buriana vedremo di riciclarti da qualche parte, in qualche ministero… vedremo…
Berlusconi: -Claudio, ma che cazzo mi combini?!
Scajola: -Ti telefono per le dimissioni…
Berlusconi: -Ancora con la storia delle dimissioni? Ma allora non hai imparato niente in questi anni!
Scajola: -Ma Silvio, non potevo…
Berlusconi: -Ma sentitelo: non potevo! Non potevi cosa?! Dovevi rimanere ministro e difenderti da ministro, che diamine!
Scajola: -Ho detto che non avrei fatto come con Biagi, è vero, ma qui ormai i rompicoglioni sono più di uno… mi attaccano tutti, anche “il Giornale” e “Libero”… tu non è che puoi parlare con Paolo o con Feltri…
Berlusconi: -Io non parlo con nessuno chiaro? Ho appena dichiarato che “il Giornale” deve essere messo in vendita, figurati! Tu piuttosto dovevi stringere i denti, lottare! Sei un ministro della Repubblica, mica un sottosegretario qualunque!
Scajola: -Si, ma qui ci sono delle persone che testimoniano contro di me, ci sono i riscontri sugli assegni… non potevo più continuare così… comunque per il momento non sono indagato…
Berlusconi: -Sono circondato da buoni a nulla! Ti vai a fidare del primo che capita per rimediarti una casa, non ti interessi nemmeno del valore effettivo di un appartamento del genere: ma ci prendi per scemi?! Bastava informarsi in una qualunque agenzia immobiliare per sapere i prezzi, andiamo! Sei indifendibile!
Scajola: -Ma Silvio…
Berlusconi: -Lasciami finire, cribbio! Perché non hai chiesto a me! Sai quante case ho comprato nella mia carriera?! La mia storia italiana è li, davanti a tutti, sono il personaggio pubblico del quale si è parlato e scritto di più in questi anni, bastava ispirarsi a me per capire come dovevi agire per ottenere quello che volevi!
Scajola: -La fai facile, la fai! Tu sei il Presidente del Consiglio, hai un sacco di soldi…
Berlusconi: -I soldi, bravo! Te li regalano per comprarti un appartamento “vista Colosseo” e mi parli di soldi!
Scajola: -Ma quei soldi costano Silvio, dovresti saperlo. Appalti, grandi eventi, centri benessere… sai bene come funzionano certe “cricche”!
Berlusconi: - Io non so niente, non tirarmi dentro ‘ste faccende che già qui si fanno i salti mortali per cercare di non far crollare la baracca! Comunque ormai la decisione è presa e accettiamo ‘ste dimissioni! Ma guarda te che casino… adesso cerca di stare tranquillo Claudio, vedrò cosa posso fare.
Scajola: -Grazie, Silvio…
Berlusconi: -Va bene, va bene. Mah, ormai la bolla di sapone è scoppiata… sentirò cosa ne pensa Ghedini. Intanto temporeggiamo, lasciamo trascorrere un po’ di tempo e magari quando è passata la buriana vedremo di riciclarti da qualche parte, in qualche ministero… vedremo…
lunedì 3 maggio 2010
giovedì 29 aprile 2010
mercoledì 28 aprile 2010
martedì 27 aprile 2010
lunedì 26 aprile 2010
giovedì 22 aprile 2010
martedì 20 aprile 2010
sabato 17 aprile 2010
Quel che resta del PDL (farsa “ in progress” di AA.VV.)
Al centro della scena Berlusconi seduto su una sedia Luigi XVI. In piedi di fronte a lui Gianfranco Fini con indosso l’impermeabile e le valige in mano. Il clima è teso, l’atmosfera cupa, il nervosismo palpabile. Il Premier è visibilmente irritato.
Berlusconi: E così te ne vai! Dopo tutto quello che ho fatto per te, cribbio! Ti ho perfino dato la presidenza della Camere!
Fini: Sai che roba! Con un parlamento senza più alcun prestigio istituzionale, ridotto e mero votificio per soddisfare i tuoi capricci! A questi giochi non ci sto più e dico basta!
Berlusconi: Ma si, vattene! E portati pure dietro tutto il resto della tua servitù che non so più che farmene di loro…
Fini: Guarda che uno come me non lo trovi così facilmente, voglio vedere come farai a mandare avanti la baracca. Dimenticavo, salutami la “trota”: ho visto come si trova bene a sguazzare nel tuo acquario insieme a quel pesce palla di Gasparri e a quel siluro di La Russa pronti a intorbidire le acque.
Berlusconi: Ma sentitelo l’ex delfino! Occhio a non finire spiaggiato piuttosto, cribbio!
Fini: Pensa alla… “Trota” e a tutto il branco che gli sta intorno!
Fini esce di scena. Berlusconi rimane da solo. Si alza e comincia a camminare avanti e indietro sul palco.
Berlusconi: E’ proprio vero, la gratitudine non è di questo mondo! Anche se, in effetti, il servizio stava cominciando a peggiorare...
Ad un tratto irrompe Bossi seguito da Calderoli armato di lanciafiamme, il figlio Renzo vestito da trota, Roberto Cota, Luca Zaia e un manipolo di leghisti in tradizionale costume celtico.
Berlusconi: Umberto... accomodati, ti stavo aspettando.
Bossi: Vedo che non hai ancora apparecchiato… ho una fame che non ci vedo! Gianfranco, portami da bere!
Berlusconi: (visibilmente imbarazzato): Ehm…
Bossi (spazientito): Cos’è sordo?! Gianfranco, da bere, subito!
Berlusconi: Gianfranco se ne andato…
Bossi: Andato? Come sarebbe? E dove…
Berlusconi: Non lo so… a sinistra anche lui, forse. L’altra notte l’ho sentito che vaneggiava nel sonno di «un partito nazionale, attento alla coesione sociale dell’intero Paese, capace di dare risposte ai bisogni economici del mondo del lavoro e delle famiglie, garante della legalità e dei diritti civili, motore di riforme istituzionali equilibrate e condivise»…
Bossi: Lo dicevo io che non ti dovevi fidare. Per fortuna che adesso ci siamo qua noi e stavolta non c’è né per nessuno! Vero Renzo?
Renzo: Già, adesso c’è papà, ci pensa papà, perché papà è il migliore, papà è un…
Bossi: Basta “trota”, hai rotto le balle! Pensiamo a mangiare piuttosto!
Berlusconi: Faccio io o hai qualche richiesta particolare?
Bossi: Per cominciare del federalismo in salsa padana, poi una buona fetta di banche del nord e per contorno un bel piatto di radici cristiane in agrodolce. Da bere acqua del Po e… cervogia per tutti! Ah, ah, ah!
Tutti ridono fragorosamente. Cala il sipario…
Berlusconi: E così te ne vai! Dopo tutto quello che ho fatto per te, cribbio! Ti ho perfino dato la presidenza della Camere!
Fini: Sai che roba! Con un parlamento senza più alcun prestigio istituzionale, ridotto e mero votificio per soddisfare i tuoi capricci! A questi giochi non ci sto più e dico basta!
Berlusconi: Ma si, vattene! E portati pure dietro tutto il resto della tua servitù che non so più che farmene di loro…
Fini: Guarda che uno come me non lo trovi così facilmente, voglio vedere come farai a mandare avanti la baracca. Dimenticavo, salutami la “trota”: ho visto come si trova bene a sguazzare nel tuo acquario insieme a quel pesce palla di Gasparri e a quel siluro di La Russa pronti a intorbidire le acque.
Berlusconi: Ma sentitelo l’ex delfino! Occhio a non finire spiaggiato piuttosto, cribbio!
Fini: Pensa alla… “Trota” e a tutto il branco che gli sta intorno!
Fini esce di scena. Berlusconi rimane da solo. Si alza e comincia a camminare avanti e indietro sul palco.
Berlusconi: E’ proprio vero, la gratitudine non è di questo mondo! Anche se, in effetti, il servizio stava cominciando a peggiorare...
Ad un tratto irrompe Bossi seguito da Calderoli armato di lanciafiamme, il figlio Renzo vestito da trota, Roberto Cota, Luca Zaia e un manipolo di leghisti in tradizionale costume celtico.
Berlusconi: Umberto... accomodati, ti stavo aspettando.
Bossi: Vedo che non hai ancora apparecchiato… ho una fame che non ci vedo! Gianfranco, portami da bere!
Berlusconi: (visibilmente imbarazzato): Ehm…
Bossi (spazientito): Cos’è sordo?! Gianfranco, da bere, subito!
Berlusconi: Gianfranco se ne andato…
Bossi: Andato? Come sarebbe? E dove…
Berlusconi: Non lo so… a sinistra anche lui, forse. L’altra notte l’ho sentito che vaneggiava nel sonno di «un partito nazionale, attento alla coesione sociale dell’intero Paese, capace di dare risposte ai bisogni economici del mondo del lavoro e delle famiglie, garante della legalità e dei diritti civili, motore di riforme istituzionali equilibrate e condivise»…
Bossi: Lo dicevo io che non ti dovevi fidare. Per fortuna che adesso ci siamo qua noi e stavolta non c’è né per nessuno! Vero Renzo?
Renzo: Già, adesso c’è papà, ci pensa papà, perché papà è il migliore, papà è un…
Bossi: Basta “trota”, hai rotto le balle! Pensiamo a mangiare piuttosto!
Berlusconi: Faccio io o hai qualche richiesta particolare?
Bossi: Per cominciare del federalismo in salsa padana, poi una buona fetta di banche del nord e per contorno un bel piatto di radici cristiane in agrodolce. Da bere acqua del Po e… cervogia per tutti! Ah, ah, ah!
Tutti ridono fragorosamente. Cala il sipario…
giovedì 15 aprile 2010
mercoledì 14 aprile 2010
lunedì 12 aprile 2010
mercoledì 7 aprile 2010
E l'Italia che va...
Mentre il “trota” Renzo Bossi varca il soglio della magione presidenziale in Arcore per partecipare alla riunione dei cervelli della maggioranza per riformare il paese e portarlo alla completa “padanizzazione”, cominciano a circolare voci insistenti di un possibile ingresso in politica di Marina Berlusconi. Il primo passo per il rinnovamento della classe politica del centrodestra o per il crollo dell’intero sistema? Nel frattempo il cavaliere riesce a ottenere la firma di Napolitano sul legittimo impedimento e si appresta a lasciare le sorti del paese in mano alla Lega in cambio della legge sulle intercettazioni, della riforma della giustizia e l’introduzione del presidenzialismo. E Gianfranco Fini con la sua fondazione “Farefuturo”? Quale futuro si prospetta per l’ex delfino che si appresta a essere scalzato dalla “trota” leghista più giovane e decisa ad affermarsi cavalcando l’onda dell’individualismo, del localismo più sfrenato e della personalizzazione della politica sempre più imperante nel paese?
Quale futuro?
Ci ritroveremo chiusi nelle nostre belle casette a coltivare il nostro bell'orticello imbracciando il fucile dopo aver inserito l’allarme, protetti da muri elettrificati e filo spinato, pronti a sguinzagliare i cani che prima o poi finiranno col mordere sul serio, tutti intorno al campanile della chiesa sul quale salire per dominare la vallata e avvistare i barbari invasori della globalizzazione? E pronti a salire con tutta la famiglia sul nostro suv d’ordinanza sempre nuovo di pacca, pronti a percorrere interminabili autostrade imbottite d’asfalto, costeggiate da una interminabile serie di periferie-frazioni-outlet-cittàdelrisparmio-fabbriche-capannoni- silos -multiplex-campisinteticidacalcetto-distributoridibenzina… ?
martedì 6 aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
mercoledì 31 marzo 2010
martedì 30 marzo 2010
lunedì 29 marzo 2010
giovedì 25 marzo 2010
mercoledì 24 marzo 2010
martedì 23 marzo 2010
lunedì 22 marzo 2010
giovedì 18 marzo 2010
mercoledì 17 marzo 2010
martedì 16 marzo 2010
“Il complotto”, l’ultima farsa.
Siamo alla comica o meglio alla farsa finale. L’ultimo soggetto portato in scena dalla “Compagnia Teatrale della Libertà” infatti si rivela essere un vero e proprio pasticciaccio con una pessima regia e un branco di attori allo sbando. L’opera dal titolo “Il complotto” scritta, diretta e interpretata in prima persona dal capo compagnia lo vede in scena ininterrottamente in un unico atto insieme al solito gruppo di nani e ballerine con aggiunta di veline d’ordinanza. I personaggi si muovono in mezzo a una scenografia di cartapesta allestita da un imprenditore finito in galera poco dopo la realizzazione che riproduce un paese alla deriva dove si muovono la solita masnada di faccendieri, affaristi travestiti da imprenditori, uomini di mafia, finte massaggiatrici in tanga e tutto quanto fa corruzione e degrado morale. Vediamo il protagonista prodursi in repentini cambi d’abito come un Fregoli di seconda categoria e calarsi alla perfezione nell’ambientazione da fine impero trasformandosi di volta in volta in un decadente Caligola in piena orgia di potere, in un Napoleone in attesa della sua Waterloo, in un Nerone con arpa d’ordinanza in una pessima imitazione di petroliniana memoria. L’interprete principale sembra sempre sull’orlo di una crisi di nervi e si sposta freneticamente sul palcoscenico combattendo contro la solita schiera di giornalisti e giudici che assumono le fattezze di grotteschi demoni comunisti armati da falci e martelli che agitano minacciosamente i classici avvisi di garanzia pre-elettorali, sempre pronti a ordire complotti contro la sua libertà di fare del paese quello che vuole. Musiche finto napoletane del suo compositore di fiducia interpretate da un pupo e un principe vestito da savoiardo sottolineano i tratti salienti della rappresentazione mentre il resto della compagnia improvvisa un circo mediatico prostrandosi al grande trasformista che elargisce regali e posti in lista un po’ a tutti, pubblico compreso. Una rappresentazione verosimile della situazione attuale che ha il suo punto di forza nella scenografia, grandiosa e splendente che si sgretola man mano che l’opera procede e che finisce col travolgere tutti. Originale l’impiego del suggeritore la cui funzione viene completamente ribaltata: è il primo attore che tramite un telefono di scena gli suggerisce le battute che prontamente verranno poi rimandate agli altri attori. Il momento più significativo quando appare in scena un invasato travestito da Superman agli ordini dell’imperatore che cerca di opporre il suo corpo come baluardo al disfacimento totale cercando di salvare il salvabile, soprattutto la sua immagine. Torte in faccia, secchiate di fango che piovono sul palcoscenico coprendo tutto quanto, il cavallo della RAI che prende fuoco sono altri momenti malamente riusciti che però danno ulteriore conferma della pessima messa in scena. Nessuna possibilità di farsi ridare indietro i soldi del biglietto che pare siano andati a finire in un conto bancario della Repubblica di San Marino.
lunedì 15 marzo 2010
giovedì 11 marzo 2010
mercoledì 10 marzo 2010
martedì 9 marzo 2010
lunedì 8 marzo 2010
mercoledì 3 marzo 2010
martedì 2 marzo 2010
lunedì 1 marzo 2010
venerdì 26 febbraio 2010
mercoledì 24 febbraio 2010
lunedì 22 febbraio 2010
Sono solo canzonette...
Bigazzi che canta “Maramao perché sei morto, pane e vin non ti mancavan, l’insalata era nell’orto, una casetta avevi tu” con una padella in una mano e una mannaia nell’altra mentre insegue un gatto lasciato libero sul palco.
Morgan sotto effetto di crack vestito come il cappellaio matto che fa una cover di “White rabbit” dei Jefferson Airplane in mezzo a coniglietti bianchi che saltellano dappertutto.
Jennifer Lopez che devolve il compenso della sua partecipazione come ospite in beneficenza.
Arisa che ricanta le sigle dei cartoni animati come una Cristina D’Avena d’altri tempi accompagnata da Mario Giordano come corista.
Dita Von Teese che prende a scudisciate le chiappe di Gianmarco Mazzi intento a declamare i testi delle canzoni.
Maurittio Cottanzo e Maria De Pilippi vestiti da gangsters che duettano sulle note di “Bonnie & Clyde” di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot che stramazzano sul palco massacrati a colpi di strumenti dall’orchestra.
Cassano che palleggia con le proprie palle vestito come una foca monaca.
Gli operai FIAT di Termini Imerese che si esibiscono in “Arbeit macht frei” degli Area mentre azionano la pressa sotto la quale ci sono i “tre marmittoni” della canzone italiana, quel “pupo” di Enzo Ghinazzi, Emanuele principe dei savoiardi e il tale Canonici.
La Clerici che balla il can-can e dopo l’ennesima piroetta si sbilancia precipitando dal palco su Scajola lasciandolo tramortito al suolo.
Enrico Ruggeri insieme a Roberto Giacobbo che cantano “Mistero” e vengono disintegrati da un raggio laser scagliato da una navicella in volo sull’Ariston, pilotata da degli alieni travestiti da templari.
Malika Ayane che si presenta sul palco subito dopo aver saputo l’esito della votazione, tira fuori un kalashnikov e fa fuori tutti.
Questo si che sarebbe stato proprio un bel festival.
Morgan sotto effetto di crack vestito come il cappellaio matto che fa una cover di “White rabbit” dei Jefferson Airplane in mezzo a coniglietti bianchi che saltellano dappertutto.
Jennifer Lopez che devolve il compenso della sua partecipazione come ospite in beneficenza.
Arisa che ricanta le sigle dei cartoni animati come una Cristina D’Avena d’altri tempi accompagnata da Mario Giordano come corista.
Dita Von Teese che prende a scudisciate le chiappe di Gianmarco Mazzi intento a declamare i testi delle canzoni.
Maurittio Cottanzo e Maria De Pilippi vestiti da gangsters che duettano sulle note di “Bonnie & Clyde” di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot che stramazzano sul palco massacrati a colpi di strumenti dall’orchestra.
Cassano che palleggia con le proprie palle vestito come una foca monaca.
Gli operai FIAT di Termini Imerese che si esibiscono in “Arbeit macht frei” degli Area mentre azionano la pressa sotto la quale ci sono i “tre marmittoni” della canzone italiana, quel “pupo” di Enzo Ghinazzi, Emanuele principe dei savoiardi e il tale Canonici.
La Clerici che balla il can-can e dopo l’ennesima piroetta si sbilancia precipitando dal palco su Scajola lasciandolo tramortito al suolo.
Enrico Ruggeri insieme a Roberto Giacobbo che cantano “Mistero” e vengono disintegrati da un raggio laser scagliato da una navicella in volo sull’Ariston, pilotata da degli alieni travestiti da templari.
Malika Ayane che si presenta sul palco subito dopo aver saputo l’esito della votazione, tira fuori un kalashnikov e fa fuori tutti.
Questo si che sarebbe stato proprio un bel festival.
venerdì 19 febbraio 2010
giovedì 18 febbraio 2010
mercoledì 17 febbraio 2010
martedì 16 febbraio 2010
Perchè Sanremo... è Sanremo!
Sanremo nostro,
che sei nei cieli di Rai 1,
sia(e) santificato il tuo Festival,
venga il tuo regno dell'auditel,
sia fatta la tua volontà,
come sul palco così in televisione.
Dacci oggi il nostro successo quotidiano,
rimetti a noi i nostri testi
come noi li rimettiamo ai nostri ascoltatori,
e non ci indurre in tentazioni intellettuali,
ma liberaci dal male delle stroncature.
Amen
che sei nei cieli di Rai 1,
sia(e) santificato il tuo Festival,
venga il tuo regno dell'auditel,
sia fatta la tua volontà,
come sul palco così in televisione.
Dacci oggi il nostro successo quotidiano,
rimetti a noi i nostri testi
come noi li rimettiamo ai nostri ascoltatori,
e non ci indurre in tentazioni intellettuali,
ma liberaci dal male delle stroncature.
Amen
domenica 14 febbraio 2010
Ops! L'ho fatto di nuovo...

"Sono a disposizione cinque milioni di metri quadrati di aree dismesse: si tratta di un'occasione storica per ridisegnare la nostra città. Dobbiamo sfruttare questa occasione per dare finalmente a Milano quelle infrastrutture di cui ha bisogno: impianti per la collettività ed aree verdi. Ho cercato sempre di dare il mio contributo al miglioramento del nostro sistema politico: è un'esigenza di cambiamento che investe non solo gli eletti, ma lo stesso modo di fare politica, e credo che i ritardi su questa strada siano ancora oggi la causa principale dei problemi del nostro Paese..."
(Camillo "Milko" Pennisi (Pdl) è finito in manette davanti a Palazzo Marino mentre incassava una mazzetta da 5000 euro infilata in un pacchetto di sigarette. Arrestato in flagranza di reato pochi giorni prima dell’anniversario di "Tangentopoli"… è il nuovo Mario Chiesa?)
venerdì 12 febbraio 2010
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